·

Vita diocesana

Conclusa la festa dei SS. Pietro e Paolo, Patroni di Lamezia Terme e della Diocesi. Alla Celebrazione e alla processione presiedute dal vescovo Cantafora, anche il neo sindaco Mascaro, alla sua prima uscita ufficiale ecclesiastica

Paolo Emanuele · 4 anni fa

Si sono conclusi a Lamezia Terme i festeggiamenti in onore dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Città e della Diocesi.

S.E. monsignor Luigi Antonio Cantafora, vescovo diocesano, a fine processione del simulacro dei due santi, dalla balaustra del Duomo (dove i santi si venerano) ha annunciato, durante il suo messaggio alla Chiesa Diocesana, l’apertura della Porta Santa della chiesa Cattedrale di Lamezia, fissando come data il 13 dicembre (nel giorno che si festeggia Santa Lucia) 2015, ovvero 5 giorni dopo che Papa Francesco darà il via, con l’apertura della Porta Santa a Roma, all’Anno Santo straordinario dedicato alla Misericordia, che si celebrerà dall’8 dicembre (solennità dell’Immacolata Concezione) 2015 al 20 novembre (solennità di Cristo Re) 2016.

Oltre ad essere interessata la Cattedrale di Lamezia, l’apertura della Porta Santa interesserà, in date diverse, altri due luoghi simbolo della Diocesi lametina: il Santuario della Madonna di Dipodi (con apertura della Porta Santa il 19 dicembre) e il Santuario della Madonna della Quercia di Visora a Conflenti (dove la Porta Santa verrà aperta il 20 dicembre).

Monsignor Cantafora ha anche annunciato che “in occasione dell’Anno Santo, in tanti luoghi cari al nostro popolo, per alcuni giorni dell’anno, sarà possibile lucrare le sante indulgenze”. Il presule, a tal fine, ha rimarcato che “nessuno può essere escluso dal perdono di Dio; tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta… Veramente non desideriamo lasciare nessuno lontano e escluso. Per questo, all’inizio dell’anno sarà diffuso il programma dell’Anno giubilare”.

Prima della processione in onore dei Santi Pietro e Paolo, monsignor Cantafora ha presieduto in Duomo la S. Messa. Nel procedere alla Celebrazione Eucaristica, il vescovo e i concelebranti (i reverendissimi Canonici della Cattedrale e i Parroci della città) hanno sostato in preghiera davanti alle sacre effigi. Accanto al presule, il neo sindaco di Lamezia Paolo Mascaro (alla sua prima uscita ufficiale ecclesiastica) ha letto una preghiera e poi, alla presenza anche delle autorità civili e militari, ha consegnato –attraverso un sistema ad incastro- nella mani di San Pietro, ma ovviamente come atto di affidamento ai due Santi Patroni, una miniatura in argento, raffigurante la Città (come si può notare nello scatto di Luciano Carnovale).

All’omelia Cantafora, dopo aver ringraziato per la presenza S.E. monsignor Mario Milano, Vescovo Emerito di Aversa, che quest’anno ha festeggiato il 25° di ordinazione episcopale, nel salutare il Primo Cittadino di Lamezia e la giunta, porgendole anche gli auguri nel giorno del suo onomastico, ha sottolineato “il momento particolare che stiamo vivendo, pieno di sfide”, per cui “occorre volare alto, molto alto… C’è l’esigenza di raggiungere –ha proseguito il vescovo- le nostre periferie esistenziali. “L’amore per l’uomo, ogni uomo, per l’affamato e l’assetato, l’afflitto, il povero, lo straniero e l’ammalato: queste sono le periferie esistenziali di oggi, da raggiungere, perché tutti nella Chiesa si sentano figli amati e, dal Comune, cittadini rispettati, non esclusi. Per questa nuova Amministrazione che si appresta a iniziare un compito impegnativo per il bene comune –ancora il presule- è il momento dell’ascolto. Andiamo avanti a piccoli passi, ma andiamo avanti”. Il vescovo ha avuto parole anche sulla difficile realtà occupazionale dei giovani nella nostra città: “i nostri giovani chiedono di rimanere, non di partire. Occorre darsi da fare. I nostri giovani lametini hanno delle risorse. Se noi li polarizziamo nella nostra città, loro possono costruire”.

A conclusione dell’omelia, il vescovo ha invocato per le autorità presenti l’intercessione dei santi Pietro e Paolo “per le scelte coraggiose nell’esercizio della vostra autorità”. Al termine il presule ha impartito la Benedizione Papale.

Quindi, la processione con le sacre effigi (portate a spalla dagli statuari), che ha percorso la parte iniziale passando dalla Curia, quindi per Piazza Mazzini, allungando per Piazza della Repubblica, dove di fronte la chiesa del Rosario, le statue sono state incensate dal parroco don Isodoro Di Cello. Quindi, la processione, tra le bancarelle, ha attraversato i due corsi cittadini, Nicotera e Numistrano, prima di concludersi sul sagrato della Cattedrale, accolta dal parroco don Carlo Cittadino.

Qui, il vescovo ha pronunciato il suo messaggio. E a seguire, c’è stato il saluto anche da parte del sindaco Paola Mascaro.

E dopo la poderosa batteria pirotecnica, le statue hanno fatto rientro in chiesa, concludendo una giornata, che era iniziata in mattinata con la Concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Mario Milano (vescovo emerito di Aversa) con il vescovo Luigi Cantafora, il vescovo emerito Vincenzo Rimedio e con il clero della diocesi lametina. Mons. Milano ha ringraziato la Chiesa lametina per aver voluto vivere “un grande momento di fede e di preghiera nel giorno della festa dei Santi Patroni, per ringraziare insieme il Signore per i miei 25 anni di episcopato” (ordinazione avvenuta a Roma, in San Pietro, il giorno dell’Epifania del 1990, per mano di Giovanni Paolo II, oggi Santo).

Monsignor Milano ha ripercorso la sua elezione a Vescovo di S. Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia (AV), zona colpita dal terribile terremoto del 23 novembre 1980 e, successivamente, il suo trasferimento a Vescovo della Diocesi di Aversa (NA).

Il Vescovo Emerito di Aversa ha ricordato gli anni bellissimi “trascorsi nella mia chiesa Madre, che è stata per me la Chiesa di Lamezia Terme”, ringraziando sia il Vescovo Emerito monsignor Vicenzo Rimedio (sotto il quale ha ricoperto per anni l’incarico di Vicario generale della Diocesi) che l’attuale Vescovo, monsignor Luigi Cantafora, che lo ha voluto in questa festa dei Santi Pietro e Paolo, anche per festeggiare con la Diocesi lametina il 25° di ordinazione episcopale. Entrambi i vescovi sono stati ringraziati da monsignor Milano per aver partecipato il 6 gennaio scorso “alla celebrazione eucaristica nel Duomo di Aversa, confortandomi con la loro preghiera e facendomi sentire la vicinanza di questa Chiesa, che mi ha visto crescere nella fede e dove ho svolto per tanti anni il mio ministero sacerdotale”.

Monsignor Mario Milano, insieme a tutti i concelebranti, ha chiesto al Signore “la benedizione sulla città di Lamezia perché, oltre ad essere il centro geografico di questa regione, diventi anche il centro della civiltà dell’amore di cui si è fatto promotore San Giovanni Paolo II; perché cresca nel progresso morale, civile ed economico; perché crescano i buoni esempi e le tante testimonianze di santità che ho conosciuto nei miei anni in questa Chiesa diocesana e che continuo a portare con me”.

Antonio Cataudo