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Il Vangelo della domenica

Riflessione sul vangelo della Pentecoste

Paolo Emanuele · 4 anni fa

Nei giorni che seguono l’Ascensione, la Chiesa cerca di ritrovarsi in modo particolare nel Cenacolo, preparandosi, nella preghiera, alla Pentecoste, alla discesa dello Spirito Santo. Quel giorno si è compiuta la grande promessa del Maestro: lo Spirito di verità che procede dal Padre ha reso testimonianza a Cristo risuscitato. L’ha fatto in modo tale che gli stessi apostoli sono diventati testimoni del Redentore risuscitato. Nell’ora dell’addio, Gesù l’aveva annunciato, con le parole: “Lo Spirito di verità che procede dal Padre, Egli mi renderà testimonianza . E anche voi mi renderete testimonianza, perché siete con me fin dal principio” (Gv 15,27).

Il compito e l’opera dello Spirito del Signore sui discepoli è duplice: essere la memoria sempre viva ed attuale dell’opera, della vita, delle parole, dei gesti, dei segni, di tutto ciò che Gesù ha compiuto per tutto il tempo della sua vita pubblica; essere la forza irresistibile dei discepoli per il compimento della loro missione nel mondo. Senza lo Spirito Santo chi parla di Cristo Gesù è simile ad un uomo senza memoria, senza ricordo. Parla di Lui, ma inventando, creando, immaginando Gesù secondo i pensieri e i desideri del suo cuore. Un uomo senza memoria non ha ricordo di ciò che fu, non ha dati della storia e la vita di Gesù è vera storia, vera vita, vero evento, avvenimento, realtà. Quanti sono senza lo Spirito Santo, battezzati e non battezzati, credenti e non credenti, sono persone senza la memoria viva e attuale di Gesù Signore. Il loro dire di Gesù sono pensieri del cuore; anche se leggono la Scrittura, proiettano in essa le loro fantasie, immaginazioni, favole. Un Apostolo senza lo Spirito Santo è senza impeto e senza forza. Dinanzi alle tenebre è senza luce e dinanzi alla morte senza vita, dinanzi alla divisione è senza unità, dinanzi al peccato è senza la grazia. Senza lo Spirito Santo è un missionario inutile, vano.

La Chiesa, ogni anno, ritorna in un certo senso, nel Cenacolo, con Maria, la Madre del Signore risuscitato e gli apostoli, per pregare il Consolatore, lo Spirito di verità e rinnovare se stessa nelle sue membra e vivere una sorta di rinascita: è infatti lì che è nata. è così che la Chiesa non ha mai cessato di rinascere nel corso della storia.

Nella prima lettura tratta dagli Atti degli apostoli viene descritto proprio quel momento iniziale della Chiesa: gli Apostoli erano in attesa di essere rivestiti di potenza dall’Alto. Il giorno di Pentecoste sta per compiersi ed essi sono tutti in uno stesso luogo. All’improvviso – è la modalità di Dio che irrompe nella vita di un uomo senza che questi conosca tempi e momenti – venne dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso e riempì tutta la casa dove gli Apostoli erano riuniti. L’impeto è caratteristica propria dello Spirito Santo. Nessuno lo può imprigionare, fermare, arrestare, impedire nella sua azione. Ora appaiono ai discepoli lingue come di fuoco che si dividono e si posano su ciascuno di loro. Il fuoco distrugge, riscalda, trasforma le modalità dell’essere, fa sorgere una nuova vita. Gli Apostoli sono ora ripieni del fuoco e dell’impeto dello Spirito Santo. Sono rivestiti di Potenza dall’Alto. Vengono ricomposti, oggi, i linguaggi della famiglia umana. Lo Spirito è unità perché Egli è comunione. è questo il vero significato delle lingue nuove che gli Apostoli parlano. L’unica lingua dello Spirito di Dio, conosciuta e compresa da ogni uomo, è la carità, l’amore. Ed ecco che gli Apostoli si sono messi a rendere testimonianza a Cristo Signore, questi uomini che, prima, erano stati colti dalla paura. Non avevano coraggio. Sotto il soffio dello Spirito, sono divenuti intrepidi testimoni della verità dinanzi agli ebrei di Gerusalemme e dinanzi agli abitanti delle diverse parti del mondo di allora. Così è nata la Chiesa, dalla testimonianza degli uomini che hanno ricevuto e accolto lo Spirito Santo. Però, una volta che si è accolto lo Spirito Santo, occorre camminare secondo lo Spirito, come san Paolo giustamente sottolinea nella lettera ai Galati, seconda lettura di questa solennità. Cammina secondo lo Spirito chi realizza nella sua vita la vita di Gesù Signore, in quella sequela che porta un frutto spirituale che è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Con l'amore egli dona se stesso interamente a Dio e ai fratelli; con la gioia Dio abita nel cuore e lo ricolma di pienezza divina; con la pace egli ritrova se stesso in Dio, nei fratelli e nelle cose della terra; con la pazienza, egli assume l'altro nella sua debolezza, infermità, povertà dello spirito e del corpo; con la benevolenza vuole solo il bene; con la bontà opera sempre il bene, in ogni circostanza; con la fedeltà il suo essere è tutto orientato al compimento della volontà manifestata di Dio; con la mitezza esprime la sua signoria su cose ed avvenimenti; con il dominio di sé egli è padrone di ogni suo gesto, sottoposto sempre alla retta coscienza e al retto agire secondo Dio. Chi rifiuta lo Spirito di Cristo Signore vivrà invece compiendo le opere della carne che sono: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. “Riguardo a queste cose – precisa San Paolo - che chi le compie non erediterà il regno di Dio”.