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Lamezia, con una Concelebrazione presieduta da S.E. Mons. Cantafora riaperta ai fedeli, dopo i lavori di restauro, la Chiesa Matrice

Antonio Cataudo · 4 anni fa

Con la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo di Lamezia, monsignor Luigi Antonio Cantafora, e concelebrata da numerosi sacerdoti, tra minimi e diocesani, è stata riaperta venerdì sera ai fedeli la Chiesa Madre del Quartiere ovest della Città. La chiesa, che un tempo portava il titolo di S. Maria delle Grazie e oggi viene denominata con il titolo di San Pancrazio, vescovo e martire, per il popolo sambiasino è nota come la Matrice. “La ristrutturazione della Chiesa Madre, retta dai Padri Minimi –ha detto il vescovo all’omelia-, è un evento importante per tutti, un punto di riferimento spirituale e sociale, perchè il popolo rinnovando la chiesa rinnova anche se stesso. Perchè ogni volta che compiamo il restauro di una chiesa, noi restituiamo al popolo la sua casa". Il presule, dopo aver ringraziato quanti a vario titolo hanno lavorato per restituire quest’opera alla Città, nel prosieguo della sua omelia ha esortato tutti ad essere “casa di Dio. Per esserlo occorre conservare –ha aggiunto- la libertà e la speranza, che nascono dal mettere in pratica una parola: , che Gesù ha rivolto a Pietro. Senza questa sequela, non c’è Chiesa”.

Ancora monsignor Cantafora ha inteso sottolineare che “noi veniamo in chiesa per chiedere al Signore che tutta la nostra vita diventi un luogo dove Dio dimora”. Il Pastore della Chiesa di Dio che è in Lamezia ha concluso citando S. Francesco di Paola, “che ha saputo vivere la sequela del Signore”, affinché “ci aiuti ad essere discepoli di Gesù, disposti a seguirlo, perché in tutti rinasca l’amore, la speranza e la voglia di ricerca del bene comune, che poi è il bene di tutti”.

Alla funzione, i cui canti sono stati animati dal “Gruppo Padre Giovanni Vercillo” e dalla corale parrocchiale diretta dal M° Domenico Cicione, hanno partecipato oltre al sindaco Gianni Speranza e alla sua giunta, il presidente del consiglio regionale Tonino Scalzo; presente anche una rappresentanza dei Vigili Urbani (con il gonfalone del Comune), dei Carabinieri, della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco.

All’inizio della Messa, nel suo breve saluto il Correttore dei Padri Minimi del locale convento Padre Antonio Casciaro ha elencato i lavori che hanno riguardato il restauro della chiesa, la cui ristrutturazione ha riguardato la copertura del tetto, interessando la parte della volta sinistra; la pavimentazione; il restauro conservativo del coro ligneo risalente agli inizi del XVIII secolo; la ristrutturazione del portone centrale, dei due laterali e della porticina d’ingresso posta sul lato destro; la pittura interna ed esterna; la pittura del campanile, la sagrestia.

“A distanza di tempo –ha detto Padre Casciaro- i sentimenti sono tanti. Oggi vediamo questa Chiesa risplendere di tanta maestosità e solennità; un luogo di incontro per facilitare un clima di preghiera. Perchè l’uomo deve sentire il calore della vicinanza di Dio, di avere Dio come compagno di viaggio. E che questo edificio sacro sia percezione –ha aggiunto Casciaro- di un Dio che ci sostiene e ci conforta”. E rivolgendosi al vescovo, ha concluso con la frase tratta dal Salmo 117: “Questo è il giorno fatto dal Signore”.

La Chiesa Matrice è stata chiusa per lavori di restauro quasi 15 mesi, esattamente 445 giorni (da lunedì 3 marzo 2014; ultima Messa, prima della chiusura, domenica 2 marzo 2014; i lavori sono iniziati il 12 maggio 2014).

Ad eseguire i lavori –sotto la direzione dell’architetto della Curia vescovile, Grazia Pascuzzi, coadiuvata dall’architetto Ettore Barberino (con l'architetto Caterina Vitetti e il geometra Giovanni Costantino dell'Ufficio tecnico), la Ditta Ingeos, con la supervisione tecnica dell’ing. Vincenzo Bilotta.

Per le suppellettili si è resa necessaria una raccolta fondi, alla quale le comunità parrocchiali San Francesco e San Pancrazio hanno ben risposto. E così le offerte libere da parte dei fedeli hanno consentito il rinnovo dell’arredo della sagrestia e dei banchi, i cui lavori sono stati eseguiti dal falegname Salvatore Rubino; il potenziamento dell’illuminazione con 65 nuovi fari, il cui impianto è stato realizzato da Enzo Rettura; mentre il restauro del lampadario posto sopra l’altare è stato operato dalla Ditta Giorla di Petrizzi; il restauro della statua della Madonna delle Grazie.

E così la Chiesa Matrice è tornata al suo antico splendore. Di stile barocco-rinascimentale, poco ornato, la Matrice ha una imponente struttura ed una bella cupola. E’suddivisa in tre navate. Le navate laterali, sormontate da volte a crociera che delimitano altrettanti altari laterali, con figure di Santi, sul fondo terminano con una cappella, rispettivamente dedicata al Sacro Cuore (lato sinistro dall’ingresso) e alla Vergine delle Grazie (lato destro). La navata centrale, dedicata a San Pancrazio e sormontata da una volta a botte, è impreziosita da tele raffiguranti episodi della vita di Gesù”.

Sempre venerdì, mezzora prima della Messa, il vescovo Cantafora, il direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi don Roberto Tomaino, il sindaco Gianni Speranza e la giunta comunale, gli architetti progettisti Ettore Barberino e Grazia Pascuzzi hanno incontrato i giornalisti per presentare i lavori di ristrutturazione, riqualificazione e restauro conservativo della chiesa Madre, retta dai Padri Minimi del Convento di San Francesco di Paola, che rappresenta storicamente un punto di riferimento spirituale e sociale per la comunità e un elemento importante del patrimonio artistico-religioso della città di Lamezia Terme.

“Sono grato al Signore –ha detto il presule-, e ringrazio tutti coloro che hanno collaborato a riportare questa chiesa antica in una condizione più splendente… Un luogo, dove il cristiano vive una sintesi tra la vita e la fede”.

“Siamo molto contenti che i lavori di restauro –ha dichiarato sempre in conferenza stampa il sindaco di Lamezia Gianni Speranza- siano finiti in tempo per la festa di San Francesco di Paola. L’anno scorso di questi tempi eravamo in tenda ed io dissi –ha ricordato il Primo cittadino-: spero che il prossimo anno si possa festeggiare la novena nella Chiesa Matrice. E ce l’abbiamo fatta. L’amministrazione –ha aggiunto Speranza- in questi anni ha puntato molto sulla riqualificazione dei centri storici e il restauro della chiesa Matrice a Sambiase rappresenta per noi motivo di orgoglio e di vanto”.

A seguire, l’assessore ai Lavori Pubblici Rosario Piccioni ha sottolineato l’aspetto umano e l’impegno profuso nel realizzare quest’opera di restauro, grazie anche ad un lavoro sinergico tra i vari uffici. I lavori di restauro, con finanziamenti che il Comune di Lamezia è riuscito ad ottenere –ha concluso Piccioni-, si aggiungono a quelli che si stanno effettuando per la ristrutturazione della chiesa di San Domenico e quella di San Pietro Lametino”.

In chiusura dell’incontro con i giornalisti, gli interventi telegrafici degli architetti Grazia Pascuzzi ed Ettore Barberino.

Antonio Cataudo