·

La parola del Vescovo

Natale: nella messa della Notte il pensiero del Vescovo Cantafora per gli ultimi e i vessati dalla ‘ndrangheta

Paolo Emanuele · 5 anni fa

“Vorremmo che gli angeli, che annunciano ai pastori la nascita del Signore, si recassero stanotte, anche da chi oggi è ultimo, abbandonato ed emarginato. Vorremmo che questi angeli apparissero a chi è sconfortato e sfiduciato, a chi ha perso il lavoro, a chi ha perso la propria famiglia. Vorremmo che questi angeli si recassero da chi soffre le vessazioni della ‘ndrangheta.” Così il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora nel corso della celebrazione della Messa della Notte in Cattedrale. “Il mistero del Natale – ha ricordato il vescovo nell’omelia - ci commuove perché dice la realtà di ciò che siamo: siamo tenebra e attendiamo la luce; siamo deboli e attendiamo nuova forza. Siamo peccatori e abbiamo bisogno del perdono. Siamo in guerra e attendiamo la pace. Siamo uomini e abbiamo bisogno di Dio. Per questo, il Natale ci stupisce e ci sorprende sempre, perché in quel Bambino c’è la risposta di Dio all’umanità”. La gioia che scaturisce dall’evento di “Dio che scende sulla terra” penetra come luce nelle tenebre delle tristezze e delle solitudini umane. “Troviamo gioia nei canti che sentiamo risuonare in questo tempio e in tutte le chiese – ha proseguito il presule - e questi canti risuonano in mezzo al dolore, in mezzo al deserto. Risuonano nei letti degli ospedali, nelle famiglie stanche per le fatiche di tutti i giorni. La gioia di questi canti risuona ancora dove si vorrebbe invece far prevalere la notte e la morte. Eppure una luce è sorta e niente può spegnerla o intaccare la forza del suo calore. Questa gioia risuona ancora nei luoghi dove si è sofferto e si continua a soffrire.”A quanti non hanno più forza per andare avanti – ha concluso Cantafora – gli angeli ancora questa notte dicono: Cristo è nato! Ecco l’annuncio della salvezza; ecco il messaggio del Santo Natale! Eppure questo messaggio ora è sulle mia labbra. E questo messaggio è nei vostri cuori e nelle vostre menti. La Chiesa lo proclama attraverso la bocca di tutti i credenti. Non restiamo muti, non spegniamo la luce. Gli angeli che il Signore invia questa notte in questa città, siamo noi.”