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Cultura e Società

Su idea dello S.P.R.A.R., facente parte della Progetto Sud, presentato nel salone parrocchiale di San Francesco un torneo di calcetto multietnico

Paolo Emanuele · 5 anni fa

“Creare con le persone che sono fuggite da guerre e vengono da noi per trovare fortuna”. Così padre Antonio Casciaro, correttore del convento dei Padri Minimi di via della Pace in Lamezia Terme/Sambiase, ha introdotto mercoledì sera nel salone della Parrocchia San Francesco di Paola un torneo di calcetto misto, multietnico, tra italiani e stranieri (molti di questi ultimi vivono a Lamezia, ospiti in uno stabile confiscato alla criminalità organizzata), che inizierà il 3 dicembre e si disputerà nel campetto parrocchiale.

“Si vuol cercare, attraverso questa attività sportiva –ha aggiunto padre Casciaro-, di sensibilizzare la comunità a guardare chi è diverso da noi culturalmente e socialmente e ad avere giudizi positivi. Per il fatto che siamo cristiani –ha concluso il religioso dell’Ordine dei Minimi-, dobbiamo sentirci uniti nel crescere insieme. Allora, viviamo questa esperienza del torneo di calcetto misto per dire che è possibile crescere insieme, anche se si è diversi per religione, cultura e quant’altro”.

L’idea del torneo è nata dallo S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati politici), che fa parte della Progetto Sud di don Giacomo Panizza (a Lamezia, infatti, il progetto S.P.R.A.R., che è nato nel 2009, è gestito dall’Amministrazione Comunale insieme alla Comunità Progetto Sud, all’Associazione Mago Merlino, all’Arci, alla Cooperativa Il Delta, alla Cooperativa Integrazione Calabria, alla Cooperativa InRete).

La presentazione del torneo è stata avviata da un video, dove erano ben evidenziate parole come pace, speranza, giustizia, tolleranza. Nel video, introdotto da Antonio Marinaro, dell’Arci e, nella fattispecie, del team organizzativo del torneo di calcetto, compariva anche Nelson Mandela, il quale partendo da una squadra di rugby, da una storia semplice, è riuscito a portare in alto il valore della fratellanza tra i popoli.

Poi, sempre nel salone parrocchiale, è toccato a Mamadou Seydi Sow raccontare come è nata l’esperienza di disputare questo torneo. “L’idea è nata –ha raccontato Mamadou- dopo che si è verificato un episodio di razzismo su un bus. Abbiamo capito che bisognava fare qualcosa per far capire che non siamo diversi, ma che siamo tutti fratelli. Così abbiamo avuto un incontro con la psicologa dello SPRAR e abbiamo pensato di indire un torneo di calcetto misto”. Ad affiancare Mamadou in questa “impresa calcistica”, altri quattro “compagni di viaggio”, i quali interventi dopo di lui, si sono dichiarati soddisfatti per aver organizzato il torneo.

A chiudere gli interventi don Giacomo Panizza, fondatore della Progetto Sud, che -dal canto suo- ha inteso rimarcare come gli episodi di razzismo, come quello raccontato, “non devono farci cadere le braccia, non devono sottometterci; e allora, non più scontri, ma incontri, incontri di calcio come in questo torneo misto, dove a prevalere è e deve essere l’idea della fratellanza, che significa per questi nostri amici il da mandare a casa, oltre al capitale prettamente economico che serve di aiuto alle loro famiglie. Mandela con lo sport –ancora Panizza- ha creato unità in un Paese (nda, il Sudafrica) che era diviso. E anche noi, con questo gioco di calcio a squadre, tenteremo nel piccolo di dare la nostra risposta, perché accogliere significa riconoscere prima di tutto pari dignità ad ogni uomo e ad ogni storia di vita. Ogni persona -ha concluso Panizza- è portatrice di esperienze e di identità culturali; allora è, quindi, possibile tessere scambi per ricostruire un cammino comune, basato sui valori che stanno alla base dei diritti umani. Pensare alla persona migrante significa anche valorizzare l’identità culturale quale ricchezza per tutti”.

Ha poi fatto seguito la distribuzione delle magliette, con stampato il nome dei giocatori, e la foto di rito insieme nel campetto. Infine, tutti di nuovo nel salone per un momento di condivisione fraterna, degustando specialità italiane ed etniche.

Il torneo, ad 8 squadre, partirà il prossimo mercoledì, 3 dicembre, per concludersi il 15 aprile 2015; le prime 4 squadre classificate accederanno ai play-off, che si giocheranno il 22 aprile 2015. Seguiranno le finali (per il terzo posto e per il primo posto), che si disputeranno il 29 aprile 2015.

Antonio Cataudo