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Cultura e Società

25 anni fa il crollo del Muro di Berlino: “qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica”

Sabatino Savaglio · 5 anni fa

“Sarebbe semplicistico dire che è stata la Provvidenza Divina a far cadere il comunismo. Il comunismo come sistema è, in un certo senso, caduto da solo. è caduto in conseguenza dei propri errori e abusi. Ha dimostrato di essere una medicina più pericolosa e, all’atto pratico, più dannosa della malattia stessa. Non ha attuato una vera riforma sociale, anche se era diventato in tutto il mondo una potente minaccia e una sfida. Ma è caduto da solo, per la propria immanente debolezza” A pronunciare queste parole è Giovanni Paolo II, uno degli uomini che hanno contribuito 25 anni fa al processo storico che ha portato al crollo del Muro di Berlino. Il nome di Karol Woitila è stato ricordato più volte in questi giorni di celebrazioni per il venticinquennale insieme ai nomi di Helmut Kohl, Willy Brandt, Gorbaciov e a tutti gli uomini che hanno aperto la strada a quel 9 novembre 1989 quando, dopo 38 anni, cadde il muro che divideva in due la città di Berlino, la zona amministrata dal governo della Repubblica Federale Tedesca da quella sotto la Repubblica Democratica Tedesca. Nulla di improvviso, nulla di calato dall’alto, sottolineava Giovanni Paolo II nel libro – intervista scritto da Vittorio Messori “Varcare le soglie della speranza”. Il primo Papa slavo, formatosi in uno degli stati satellite dell’Unione Sovietica, era stato protagonista di un cammino faticoso che aveva portato allo sgretolarsi di un muro ben più alto e ben più duro da abbattere di quello che divideva in due la capitale tedesca: il muro di incomunicabilità tra gli uomini e le loro idee, la barriera di separazione tra persone di buona volontà che la storia aveva diviso con una cortina di ferro tra amici e nemici. Il Papa operaio, il Papa che incoraggiò Solidarnosc primo sindacato libero del blocco sovietico mostrò al mondo con le parole e la testimonianza che il “sol dell’avvenire” non poteva essere raggiunto dagli uomini escludendo Dio dall’orizzonte della storia dell’umanità, violando i diritti fondamentali delle persone e negando il contributo dato dal Cristianesimo perché gli “ultimi” avessero il loro posto e il ruolo nella storia. Per questo, Giovanni Paolo II nell’intervista a Messori parla di un comunismo vittima di se stesso, dei propri errori e dei propri abusi, e del crollo del muro di Berlino come l’inizio di una nuova era per l’Europa e tutto il mondo segnata dal dialogo e dal riconoscimento comune dei diritti fondamentali degli uomini, quei diritti universali che per i credenti trovano il loro fondamento nella dignità dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio. Giovanna Paolo II non si riconosceva questo ruolo di “protagonista” e proprio sul volo che lo portava a Praga nell’aprile del 1990, dove poche settimane prima era caduto il regime comunista, si definiva un “servo inutile” che si inchinava “ con grande umiltà e profonda fiducia, davanti alla Provvidenza Divina, che guida le sorti dei popoli, delle nazioni, di ogni uomo e di tutta l’umanità”. Per questo – diceva ancora il Papa nell’intervista a Messori - il Papa è stato chiamato da un “Paese lontano”, forse per questo bisognava che ci fosse l’attentato in piazza San Pietro proprio il 13 maggio 1981, anniversario della prima apparizione di Fatima, affinché tutto diventasse più trasparente e comprensibile, affinché la voce di Dio che parla nella storia dell’uomo mediante i “segni dei tempi”, potesse essere facilmente udita e compresa”Provvidenza Divina e scelte coraggiose e lungimiranti degli uomini si sono dunque incrociate nel cammino che ha portato a quel 9 novembre 1989, data che ha fatto da spartiacque nella storia del XX secolo. Finiva la guerra fredda e anche nei singoli Stati si dissipava quel clima da “guerra civile” permanente tra i partiti politici e i movimenti che facevano riferimento alle due contrapposte visioni del mondo. In Italia questo cammino, tra tantissime difficoltà, era partito nel momento in cui due grandi leader politici come Aldo Moro ed Enrico Berlinguer avevano iniziato a parlarsi aprendo la strada al dialogo tra le due grandi esperienze politico-culturali che avevano fatto la storia del nostro Paese, quella cattolica e quella comunista. Ma forse a raccontare meglio l’incontro tra i “due mondi”, qualche anno prima del crollo del Muro di Berlino, è un’immagine simpatica che colpì subito l’attenzione dei media di tutto il mondo: le vacanze insieme sull’Adamello del “compagno” Pertini, allora presidente della Repubblica, e Giovanni Paolo II. Per dirla alla Gaber, dunque, forse “qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica” per poi arrivare alla conclusione che in quegli anni – canta sempre Gaber - “molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare…come dei gabbiani ipotetici.” Quel volo è continuato dopo il 9 novembre 1989 quando gli uomini capirono che “il sol dell’avvenire” era un altro lo si raggiungeva volando insieme.