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Chiesa

Celebrata a Martirano il Convegno a 50 anni dell'Unitatis Redintegratio

Paolo Emanuele · 5 anni fa

“A 50 anni dal Decreto Conciliare sull‘Ecumenismo. L‘Unitatis redintegratio”. Questo il tema scelto dalla Commissione per il dialogo interreligioso ed ecumenico della Conferenza episcopale calabra per il II convegno regionale che si terrà domani pomeriggio a Martirano (Cs). Il convegno si aperto con i saluti del vescovo di Lamezia terme, monsignor Luigi Cantafora e del presidente della Commissione, il vescovo di Lungro, monsignor Donato Oliverio. Ai lavori, coordinati dal segretario della Commissione, Enzo Petrolino, sono intervenuti, fra gli altri, padre Michek Van Parys, Egumeno dell‘abbazia di Santa Maria Grottaferrata, il teologo valdese Paolo Ricca e l’Archimandrita Pamteleimon Manoussakis, professore presso l’Università “Holy Cross” di Boston. Monsignor Cantafora nel suo saluto ha ricordato quanto detto da Papa Francesco: «L’unità non verrà come un miracolo alla fine: l’unità viene nel cammino, la fa lo Spirito Santo nel cammino. Se noi non camminiamo insieme, se noi non preghiamo gli uni per gli altri, se noi non collaboriamo in tante cose che possiamo fare in questo mondo per il Popolo di Dio, l’unità non verrà! Essa si fa in questo cammino, in ogni passo, e non la facciamo noi: la fa lo Spirito Santo, che vede la nostra buona volontà»

Saluto con fraterno affetto e sincera stima voi tutti che partecipate a questo importante convegno che celebra i 50 anni del Decreto Conciliare per l’Ecumenismo, l’Unitatis Redintegratio. In particolare mi rivolgo a Sua Eccellenza Mons. Donato Oliverio, Vescovo di Lungro, e agli illustri ospiti e relatori, il prof. Virgilio Avato, l’Abate Michel va Parys e il prof. Paolo Ricca. Fin dall’introduzione il Decreto conciliare, afferma che “da Cristo Signore la Chiesa è stata fondata una e unica”, che la divisione si oppone alla volontà del Signore, è “di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo”. “Promuovere il ristabilimento dell'unità fra tutti i cristiani è uno dei principali intenti del sacro Concilio ecumenico Vaticano II” (UR 1). è trascorso mezzo secolo, ma l’unità cristiana resta sempre una priorità urgente.In questi cinquant’anni molti passi sono stati compiuti, passi che con umiltà, possiamo considerare, fraterni, rispettosi e veritieri. Un teologo francese, Padre Legrand, ha commentato: “Sono stati fatti più passi in 50 anni che non in 5 secoli”. In particolare, sono stati compiuti progressi sostanziali sul piano della comprensione reciproca e della testimonianza comune. Quasi a conferma di quanto il Cardinal Kasper scrive: L’ecumenismo non è una via a senso unico, ma un processo fatto di reciproco apprendimento, uno scambio di doni e un mutuo arricchimento. La via verso di esso non è pertanto un semplice ritorno degli altri inseno alla chiesa cattolica. Nel movimento ecumenico il problema sempre centrale è la conversione di tutti a Gesù Cristo. […] Man mano che ci avviciniamo a Gesù Cristo, ci avviciniamo anche gli uni agli altri.Possiamo dire che l’ultimo periodo che come Chiese e cristiani abbiamo vissuto, sia stato un tentativo di dare una risposta concreta e generosa al decreto conciliare. Ci auguriamo che questo anniversario, potremmo dire giubilare, accresca sempre di più nella coscienza di tutti i cristiani, la convinzione che la via dell’ecumenismo è una via irreversibile, che non ammette ritorni. Per questo, chiediamo al Signore di far crescere in noi, il desiderio di essere veramente “uno” in Lui, diffondendo nei cuori di ciascun credente fiducia, umiltà, pazienza, pentimento e perdono, per guarire le tante ferite della divisione.Concludendo l'omelia dei vespri celebrati nella basilica di San Paolo fuori le Mura per la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, Francesco ha detto: «L’unità non verrà come un miracolo alla fine: l’unità viene nel cammino, la fa lo Spirito Santo nel cammino. Se noi non camminiamo insieme, se noi non preghiamo gli uni per gli altri, se noi non collaboriamo in tante cose che possiamo fare in questo mondo per il Popolo di Dio, l’unità non verrà! Essa si fa in questo cammino, in ogni passo, e non la facciamo noi: la fa lo Spirito Santo, che vede la nostra buona volontà». Grazie e buon lavoro.