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Vita diocesana

Scuola di dottrina Sociale della Chiesa Formazione Socio –Politica e “La democrazia a bassa intensità”

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Scuola di dottrina Sociale della Chiesa

Formazione Socio –Politica e “La democrazia a bassa intensità”

Nelle giornate del 20 e 21 Settembre presso il Salone del seminario Vescovile in Lamezia Terme si sono tenute le lezioni di formazione socio -politica con l’intervento di S.E. Mons- Toso ed alla presenza del nostro Vescovo S.E. Mons. Luigi Cantafora che ben otto anni fa ha voluto che sul territorio si formassero cattolici pronti ad accogliere il Vangelo di Gesù nella sua completa visione cioè di accogliere Gesù Cristo perché lo annunciano. Lo scopo dell’incontro è stato quello di confrontare con diversi punti di vista la problematica della Politica,i suoi risvolti, la crisi socio culturale e della Democrazia. S.E Mons. Toso – Rettore dell’Università Pontificia Salesiana di roma - ha voluto sottolineare come bisogna riappropriarsi della Democrazia poiché la politica non è più la stessa ma in particolare la Democrazia non è più la stessa. Perché questo risvolto negativo? Perche permea il potere della finanza che tralascia e non guarda al bene comune ma al profitto finalizzato ad introitare i massimi guadagni. Il cardinal Bergoglio alias Papa Francesco diceva “ .. il capitalismo finalizzato a favorire solo la Finanza crea nuova povertà e soprusi”. Oggi ci si trova di fronte ad una Democrazia a bassa intensità. Cosa vuol dire questo? Che vi è l’accettazione dei bassi livelli di economia e della povertà e ci si trova di fronte alla crisi dei partiti con conseguente crisi della rappresentanza. Oggi la gente non vede di buon occhio chi li rappresenta ( bè di certo perché non li ha scelti !) ma ancor peggio li snobba mettendo in mostra ogni loro aspetto negativo. Infatti vi oggi vi è una distanza di vedute tra la rappresentanza e i rappresentati, caratterizzati dalla mediatizzazione della politica cioè tra ciò che si discute e i media, mentre c’è da dire che le campagne mediatiche vengono indirizzati solo per informazioni mediocri, per persone mediocri. Altro aspetto che caratterizza il periodo corrente di democrazia a bassa intensità è la crescente corruzione della classe politica, in essi e con essi non si è e non vi sono amici ma solo complici del potere e degli abusi di potere. Vi è la pretesa da parte di questi soggetti dell’autosufficienza poiché nel materialismo trovano il loro potere non pensando che in loro manca un tassello molto importante : Dio. Sono senza Dio dentro perciò è un’autosufficienza limitata. Quindi vi è il Governo del denaro e dell’assenza di un’economia comune ,quella inclusiva. S.E. Mons. Toso ha sottolineato che non si può quindi costruire una Comunità Europea Politica se non si tiene presente che occorre il cambiamento di tutti questi aspetti perché occorre costruirla bene. Anche il lavoro, in questo contesto, è considerato come una variabile dipendente, non fondamentale perché non mette al centro l’uomo ma è sotteso all’economia e alla Finanza ed alle sue finalità. In tal modo vi è una visione distorta della democrazia, non inclusiva poiché quest’ultima deve avere la visione del concetto di Cristo. La Dottrina sociale della Chiesa, ha spiegato Mons. Toso, si occupa anche di aiutare gli uomini ad uscire dalla mentalità materialista e per far ciò occorre trasformare le strutture di peccato in strutture di solidarietà. Secondo S.E. Mons. Toso c’è bisogno di un unico pensiero con l’unione dei cattolici intesa come Chiesa nella sua totalità. Infatti più aumenta il conflitto più aumenta la disparità ma se si mette la solidarietà al primo posto e cambia la mentalità diminuisce il conflitto. Per raggiungere l’obiettivo di un’economia inclusiva e conseguentemente una democrazia che da bassa intensità si evolva verso l’alta intensità, con un evidente cambiamento delle diverse posizioni occorre, secondo Mons. Toso, che vi siano azioni di politica sociale, una diversa visione antropologica dell’uomo e una scelta di campo alla luce di una nuova ideologia. Quel che occorre è una Nuova Evangelizzazione Sociale , pastorale che dia idea della grande dimensione della fede nella Redenzione del Cristo. La redenzione deve riguardare tutta la persona nella sua totalità: sociale e politica. Il contesto essenziale dell’annuncio include l’impegno per gli altri, l’impegno per la giustizia, l’impegno di essere critici nei confronti del potere esistente. Infatti Papa Francesco sottolinea come l’incarnazione di Cristo è stato un’immergersi dell’umanità nell’idealismo dell’incarnazione. Quindi Cristo al centro dell’umanità. Questo è l’annuncio che il cattolico formato deve trasmettere, ponendo l’attenzione di Gesù presente nel mondo cioè nei poveri, nei carcerati.. in chi ha sete quindi in coloro che rivestono, per la loro condizione, Cristo in terra e con loro l’interesse al bene comune. La Nuova Evangelizzazione che porta al Reincontro con Cristo deve investire la famiglia, i poveri , la politica . Se ciò manca , manca la proposta di Gesù Cristo. La Democrazia a bassa intensità, dice Mons. Toso, è l’espressione della mancanza di Cristo perché manca la centralità dell’uomo come persona umana. Perciò il compito del singolo credente e dell’intera comunità è quello di annunciare Gesù Cristo perché già essi stessi lo accolgono. I Cattolici devono, quindi, aiutare i loro vescovi ad esprimere i pareri sugli aspetti sociali . I Vescovi ne parleranno ma non in modo tecnico ma sotto l’aspetto tecnico. La Preparazione dei catechisti, dei parroci alla nuova catechesi secondo le linee della Nuova Evangelizzazione porterà una Nuova Criticità nella politica e nel mondo. Graziella Astorino