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Vita diocesana

La vicinanza della Chiesa lametina ai lavoratori dell'Infocontact a conclusione della processione di S. Francesco a Sant'Eufemia

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Il riferimento ai noti fatti di Oppido Mamertina con l’inchino della statua della Madonna delle Grazie e la vicenda dell’Infocontact dell’area lametina ex Sir, con i 1.200 lavoratori che perderanno il posto di lavoro.

Sono stati questi i due argomenti centrali, oggetto del discorso del Vescovo di Lamezia Terme, S.E. monsignor Luigi Antonio Cantafora, pronunciato domenica scorsa dal palco di Piazza Italia, a conclusione della processione in onore di San Francesco di Paola, i cui festeggiamenti patronali si sono, appunto, chiusi, nella tarda serata della seconda domenica di luglio.“In questo momento la Chiesa calabrese è su tutti i giornali”, ha detto il vescovo di Lamezia, in

riferimento a quanto accaduto il 2 luglio nella diocesi di Oppido-Palmi, durante la processione della Madonna delle Grazie, quando la statua della Madonna sarebbe stata inchinata verso l’abitazione di un boss della ‘ndrangheta. Vicenda, che ha portato alla sospensione a tempo indeterminato di tutte le processioni della diocesi di Oppido-Palmi, su disposizione del presule della stessa diocesi del reggino, monsignor Francesco Milito. Tutto questo in attesa che si pronunci la Chiesa calabrese, che ha fissato un incontro il 17 luglio.

L’altro argomento toccato da monsignor Cantafora nel suo messaggio ai fedeli è stato il lavoro. “Affidiamo all’intercessione del nostro Santo tutti coloro che soffrono per la mancanza di lavoro –ha aggiunto il Pastore della Chiesa lametina-. Le strade della vita sono impervie e tortuose… ma il lavoro è una cosa indispensabile”.

Monsignor Cantafora ha, quindi, sottolineato che “camminare insieme a San Francesco significa ricordare la speranza che noi non siamo soli. S. Francesco ci lascia il compito di essere la voce dei poveri, degli ultimi, perché non dimentichiamo che San Francesco ha legato la sua vita ad una parola grande, ”. E allora affidiamo anche le famiglie, i giovani, gli ultimi, i malati all’intercessione del nostro santo”. Il vescovo, prima di impartire la benedizione ai fedeli, ha esortato tutti a ricercare sempre il bene comune.

La processione avevo preso il via dalla Parrocchia di San Giovanni Battista, subito dopo la S. Messa delle ore 18:00. Quasi tre ore di processione, durante la quale si sono alternati i momenti di preghiera ai brani eseguiti dalla banda musicale cittadina, che ha accompagnato la statua del santo e le reliquie di Sant’Eufemia di Calcedonia e del sacro Dito di S. Francesco di Paola, portate a turno dagli statuari di San Francesco di S. Eufemia e Sambiase, e dagli statuari dei Santi Pietro e Paolo, della Cattedrale. Nell'ultimo tratto della processione non è mancato il tradizionale omaggio dei Vigili del Fuoco, con la di fiori al passaggio del santo.

Alla processione hanno preso parte sin dall’inizio, oltre al gruppo scout al completo, autorità civili e militari, con il Primo cittadino di Lamezia Gianni Speranza, accompagnato dal suoi vice e dai consiglieri comunali del luogo.

A fine processione, dal palco di Piazza Italia, padre Valerio Di Trapani, parroco della chiesa di San Giovanni Battista, ha espresso “la vicinanza della Chiesa ai lavoratori dell’Infocontact di Sant’Eufemia, che stanno vivendo un momento di difficoltà”. E dopo i ringraziamenti, facendo anche gli auguri ai Carabinieri per la festa dei 200 anni dell’Arma, padre Valerio ha voluto porre l’accento sul lavoro che non c’è, evidenziando che davvero “è un dolore per noi vedere partire tutti i giovani perché qui non trovano lavoro”. Quindi, ha spostato l’attenzione del suo intervento sugli statuari del luogo, che “durante la festa portano la statua, ma durante tutto l’anno accolgono i poveri senza dimora con altri volontari”, chiedendo un aiuto agli imprenditori, ai politici, alla Chiesa stessa”. E con il senso di appartenenza di “essere tutti lametini”, ha porto gli auguri a tutti al grido di .

Per ultimo, ha preso la parola il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza: “Questa per me è stata la processione del commiato –ha detto il Primo cittadino-, perché è l’ultima volta che partecipo da sindaco a questa processione. E’la decima processione”. Anche Gianni Speranza ha voluto rivolgere “un pensiero ai lavoratori dell’Infocontact, che rischiano il posto di lavoro”.

Quindi, la reliquia di Sant’Eufemia di Calcedonia, la reliquia del sacro Dito di S. Francesco di Paola e il simulacro del Paolano hanno fatto rientro nella chiesa di S. Francesco sotto un tripudio di giochi pirici.

La festa è proseguita con uno spettacolo musicale. A mezzanotte una poderosa batteria pirotecnica ha chiuso i festeggiamenti 2014 in onore del Santo di Paola.

Antonio Cataudo